Terminal D
di Elisa Maola - Sede Gondwana Lanus, SCU Argentina 2024/2025
Scegliere il servizio civile è una scelta di coraggio. Un giorno ti ritrovi insieme a un gruppo di giovani sconosciuti, con le loro valigie enormi, gli occhi che brillano e delle risate un po’ forzate, superare i confini di un paese sconosciuto che imparerai a conoscere durante i tuoi 12 mesi di permanenza.
Dopo 13 ore di volo – per fortuna diretto – sono arrivata con le mie 5 compagne di viaggio all’aeroporto di Buenos Aires, in Argentina. Era mattina presto, l’orologio segnava le 7:45, ma la mia testa non voleva accettare il fatto che non fosse ancora il momento di andare a dormire.
Ci incamminiamo verso il nastro delle valigie, e poi in fila circa 1 ora per i controlli di frontiera.
¿Cómo te llamas?
Elisa
¿Es tu primera vez en Argentina?
Si
¿Y cuánto te quedas acá?
12 meses
Un anno della mia vita, esattamente dai 27 ai miei 28 anni. Non mi sento più una giovane studentessa che parte per l’Erasmus in una città spagnola vicino al mare. Ora è diverso. E’ molto più profondo. Le emozioni che il servizio civile ti chiede di investire sono emozioni adulte, che con fatica hai costruito dentro te nel corso degli anni e che ora richiedono tutta la tua forza di volontà perchè funzionino nel modo giusto.
Presi i bagagli, stanche e con i piedi gonfi, ci avviciniamo all’uscita del Terminal D. Un raggio di sole illumina la strada di fronte a noi, taxi in ogni lato e persone che urlano il nome di amici e famigliari.
Lì, tra le centinaia di persone in attesa sul marciapiede, incontriamo Mariana, Guille e Alex, i nostri referenti per il progetto argentino. Abbracci calorosi, baci sulla guancia sbagliata, presentazioni, que tal el viaje, como estas, tienes hambre?
Guardo un po’ stupita queste persone che hanno deciso di aprire le porte della loro casa e del loro luogo di lavoro per accogliere 6 ragazze italiane, conosciute solo attraverso chiamate skype di pochi minuti. Anche le mie compagne di viaggio si guardano intorno spaesate, cercando di cogliere ogni piccolo dettaglio conosciuto che possa farci sentire un po’ meno straniere.
Dopo le prime chiacchiere di circostanza ci avviamo a fatica verso le macchine. Ci mettiamo in marcia, sono in macchina di Guille e parliamo del più e del meno. Ci descrive brevemente il quartiere dove vivremo, Lomas de Zamora, e ci racconta l’origine dello spazio dove lavoreremo, Espacio Disparate.
Mi sento frastornata ed emozionata, e non perdo una sola parola dei suoi racconti.
Arriviamo a casa, portiamo le valigie su per delle scale molto ripide e entriamo finalmente nel soggiorno della nostra piccola casetta colorata. Ad accoglierci c’è un gattone rosso, Tuky, che non perde occasione per saltare sulle gambe di tutte e darci il benvenuto con delle fusa rumorose.
Ci sentiamo accolte in quello che sarà il nostro nido per i futuri 12 mesi, ci sentiamo ascoltate da loro che saranno il nostro riferimento e i nostri compagni con cui condividere qualsiasi vittoria e qualsiasi sconfitta.
Quella prima giornata è stato solo l’assaggio premonitore di quella che sarà la quotidianità argentina: un mix di emozioni, di consapevolezze, di sfide e di conquiste. Il servizio civile ribalta le carte in tavola senza chiedere il permesso. Sta a te la scelta se essere roccia o essere fiume: in qualunque caso sarà l’anno più emozionante della tua vita.


