LA NOSTRA GIORNATA A WANGING’OMBE

di Eliana Morreale - Sede Gondwana Inuka, SCU Tanzania 2024/2025

Immagina di svegliarti ogni giorno nel cuore di un villaggio tanzaniano, circondato da un paesaggio che ti fa sentire parte di un mondo lontano, ma estremamente reale. Immagina di mettere in gioco le tue competenze e conoscenze in un contesto internazionale molto diverso dal tuo.
Quest’anno svolgo il mio servizio civile in un ospedale riabilitativo a Wanging’ombe, un piccolo villaggio nell’entroterra della Tanzania, dove ho la possibilità di lavorare a stretto contatto con diverse tipologie di pazienti, ognuno con una storia diversa da raccontare. In ospedale, tratto pazienti neurologici, ortopedici e pediatrici, un’attività che mi permette di imparare ogni giorno e di mettere a frutto le competenze acquisite.
Ogni giornata di lavoro è un’avventura diversa, perché, come parte del team riabilitativo, siamo inseriti nei turni dell’ospedale e ci occupiamo di pazienti diversi ogni giorno. La varietà dei casi, tra ictus, lesioni midollari, mal di schiena e PCI, mi offre una formazione pratica unica e mi fa sentire che, anche nei piccoli gesti quotidiani, posso fare una grande differenza.
Il giovedì, abbiamo una clinic dedicata ai bambini con piede torto congenito. Ogni settimana, lavoriamo per seguire i piccoli pazienti, confezionando POP e facendo follow-up per monitorare i loro progressi. Il venerdì, invece, è il giorno dedicato al rachitismo, dove trattiamo i piccoli pazienti affetti da questa malattia. Ogni attività è una sfida che mi spinge a crescere professionalmente e personalmente, perché mi obbliga a trovare soluzioni creative e a lavorare in un contesto che richiede un grande spirito di adattamento.
Una delle cose più belle di questa esperienza è che ora che conosciamo meglio la lingua locale, lo swahili, e stiamo iniziando a fare formazioni al personale tanzaniano. Ciò ci permetterà, goccia dopo goccia, di migliorare insieme la qualità del servizio offerto ai pazienti.
Ma il servizio civile non finisce qua. La nostra casa all’interno dell’ospedale, dove viviamo insieme a ospiti come preti e suore, è il cuore pulsante delle nostre giornate. Dopo le tre del pomeriggio, siamo liberi di dedicarci ad altre attività: cucinare insieme, curare l’orto, dare da mangiare ai conigli e ai polli, ma anche semplicemente passare del tempo libero allenandoci, suonando, cantando o leggendo. La tranquillità del villaggio ci regala momenti di riflessione e introspezione che non avremmo mai potuto vivere nella nostra quotidianità in Italia.
La vita in un villaggio come Wanging’ombe ti insegna l’essenziale, a scoprire la bellezza di un luogo semplice, ma ricco di vita. Ogni giorno è un’occasione per fare qualcosa di concreto, ma anche per scoprire un’altra cultura, un’altra prospettiva, un altro modo di vivere. In questa esperienza ho imparato che ogni gesto, anche il più piccolo, può avere un impatto positivo e che le sfide quotidiane sono un’occasione di crescita personale e collettiva.